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Nome: Fabiana
... un blog interamente dedicato ai gatti neri.
Su Splinder sono anche Squitto, anzi, per la verità , scusate se spesso vi commenterò come tale; sappiate comunque che Squitto ed Ipomoea sono la stessa persona!
Poi: se passate di qui per la prima volta, accettate un consiglio:
non fermatevi all'ultimo post e all'ultimo, adorabile, gatto; scorrete anche i post indietro... perché OGNUNO di questi mici è UNICO!
ATTENZIONE!
Provvederò a pubblicare per lo più foto delle quali sia possibile indicare la fonte; nel caso in cui, però, qualcuno riconoscesse delle immagini di sua proprietà o, se pur indicato, non volesse comparire, me lo faccia sapere e provvederò a rimuoverle. Grazie.
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E tutti i particolari li trovate QUI
Che i gatti fossero stravaganti, lo sapevo. Ma una pantera vegetariana (o quasi) non l'avevo ancora incontrata.
Ci scrive piccolaromana:
"Mia nonna ha un gatto nero bellissimo, si chiama, ehm, NERONE.
è veramente una pantera, è affettuoso solo con mia nonna. con tutti gli altri graffia, soffia e scappa...purtroppo non l'ho mai preso in braccio perchè alle mie mani ci tengo...non mi sono mai avvicinata a più di un metro anche perchè lui scappa diffidente al massimo...che peccato! una volta mia mamma era sola a casa dei miei nonni, e il gatto s'è piazzato sulla soglia delle scale che portano alla camera da letto soffiando furiosamente a mia madre...che ha dormito sul divano.
Le sue particolarità, oltre all'essere Gatto con la G maiuscola, è che mangia prosciutto senza grasso, broccoletti, radicchio e cicoria crudi."


E questo è, per così dire... il suo lato oscuro!
Si dice che di notte tutti i gatti siano bigi, per intender che siano indistinguibili tra loro?
Proverbio emblematico, nel suo significato metaforico, ma significativamente falsa la realtà alla quale fa riferimento!
Ogni gatto, infatti, se pur bigio, o dichiaratamente nero, ha il suo stile inconfondibile...
anche quando dorme. 
Si direbbe più che...
il gatto perde il pelo ma non il vizio!


Grazie a Nuance_Noir per aver condiviso con noi la privacy del suo adorabile Salem.
Causa temporanea interruzione della ADSL 'sto blog ha riaperto a singhiozzo: d'ora in avanti speriamo di riuscire a proseguire con una certa regolarità, che oltre tutto ho già due di voi in coda (piccolaromana e nuancenoir, abbiate pazienza, ora ci siamo - spero!).
E intanto Robi dove doveva andare a mettersi, se non sui cuscini appena aspirati, spelacchiati, spolverati e lavati?
Figuriamoci... 

(PS: che poi, preso così, sembra piccolo... niente affatto: è perché i due terzi posteriori del gatto, inclusa la panza, sono sprofondati nei cuscini dietro).
Bene!
Allora la carrellata di micioni neri può continuare...
con Max che NON DORME (come potrebbe sembrare, infatti è un attore bravissimo), semplicemente RIPOSA GLI OCCHI.
Per la verità, la Dama del Lago con questa foto voleva augurarvi buone ferie, ma in fondo è forse meglio che essa venga pubblicata a rendervi il rientro meno traumatico.
Imparate da lui. Lui sa benissimo cosa conta nella vita.
Take it easy.
(E non ditemi senti chi parla, fate finta di niente e concentratevi sul micio).
In mezzo ai suoi pelouches.
E su una vestaglia della "mamma".
LUI non è viziato, LUI...

zitelle superstiziose, streghe in carriera di 'sto par di palle, vecchiacci acidi, giovani satanisti, giovinastri ubriachi e anche meno giovani, pellicciai cinesi, calciatori frustrati, ragazzetti annoiati
SCARTI DI SOCIETA'
unitevi e tremate
CHE FATE SCHIFO TUTTI ALLO STESSO MODO
LEGGETE QUI
Pillole di pragmatica saggezza:
meglio un imbecille morto, che un imbecille vivo.
E c'è un sacco di gente che lo pensa...
Se non fosse che è un azzannatore
Se non fosse che su di lui gli anestetici non fanno effetto
Se non fosse che capisce perfettamente ogni parola che venga detta
Se non fosse che ogni tre per due trancia la mano che vorrebbe solo accarezzarlo
Se non fosse che dopo tre anni mia mamma sta sclerando e non sa più che farne...
Se non fosse che è completamente pazzo...
Sarebbe il micio più affettuoso della terra.
... mannaggia a Bosch e ai suoi mostriciattoli!
Ora ho capito tutto!
Ci sarà una relazione tra il suo nome, Salem, e la famosa città del Massachussets dove si tenne un celebre processo alle streghe nel 1692?
Noi pensiamo proprio di sì... e volentieri ospitiamo questo micio dall'aria enigmatica, con tanti pernacchioni a tutti quei decerebrati (e sono ancora tanti, molti di più di quanti si possa umanamente pensare) che ancora credono che i gatti neri siano demoni reincarnati e che portino sfiga.
Quelli, la sfiga ce l'hanno avuta tatuata fin dalla nascita, direttamente nell'unico neurone che gli tocca portarsi appresso e del quale ignorano l'utilizzo.
Grazie a Nuance_Noir, la quale inoltre invita tutti a leggere le esilaranti storie e gli avvincenti fotoromanzi di Salem su ioesalem.splinder.com
Non sta dormendo!
Come ci dice La Dama Del Lago, ecco qua Max "nella sua interpretazione più riuscita, quella del gatto stanco dopo aver passato la giornata a far niente", che, come si può vedere, è perfetta...
Per la gioia delle sue fan (e cioè, inevitabilmente, di tutte noi), ecco inoltre l'impeccabile posa da "gatto languido nel cassetto dei giochi":

Indubbiamente un gatto di attore!! 


La Domenica Enigmistica:
Trova il Gatto

Il "padre" di Cifero osserva che la foto già pubblicata del suo pupillo non gli rende giustizia, e mi spedisce immantinente un'altra immagine, nella quale il diabolico micio è immortalato nella sua attività preferita...
Come si può vedere, è un gatto molto impegnato e decisamente satanico.
In realtà, in questi giorni ha dovuto soggiornare presso un ambulatorio veterinario per alcuni problemucci, e pare che la Veterinaria ne sia stata entusiasta: ha avuto da dire su tutto, commentare su tutto, e lei sostiene di non aver mai avuto un assistente tanto solerte.
Che dite, facciamo tutti assieme gli auguri a Cifero di pronta e duratura guarigione?
Dopo un'assenza dovuta a cause personali, vi shokko con questo:
Ovvero: quanto un gatto nero, per definizione bellissimo, possa diventare ORRIBILE per un incauto gioco di luci.
(Dettagli: foto originale, non fotoscioppata, recuperata da un vecchio archivio nel quale l'avevo sepolta perché mi faceva senso).
(PS: non preoccupatevi, quel gatto è attualmente vivo e vegeto, anche se questa sembra la sua testa impagliata e appicciata al muro.
)
... e i cavalieri della Tavola Imbandita.
Ecco Artù mentre pregusta il regale pasto (notare la regale lingua)

... e mentre pregusta il regale pisolino postprandiale, cioè il giusto sonno dei giusti...

(e notare i regali denti, altro che Excalibur, questi sono fosforescenti!!!)
Scrive Ceinwyn:
"Eccolo il Re di casa, comanda lui e fa tutto cio che vuole e noi lo straviziamo! Artù è anche un gran coccolone!
Mi fanno pena quelle persone che credono che i gatti neri portano sfiga...sfigati sono loro perchè non ne possiedono uno!"
E noi sottoscriviamo. 
No, dico, come altro definireste questo splendore?
Facendo un paragone, potrebbe essere il Johnny Depp di Catlywood, il Raoul Bova di Gattocittà, o chi vi piace di più...
A me, con questa espressione, mi ha totalmente rapito (e non è un errore grammaticale, bensì un rafforzativo).
Dice LaDamaDelLago che dei suoi tre amici pelosi, il più coccolone, il più pacioccone (otto chili di gatto!) il più adorabile, il più ruffiano è proprio lui, il panterotto Max, dagli occhi gialli e dal lucido mantello nero.
"Quando ha voglia di coccole, si stende a pancia in su e mi guarda con l'occhio languido... ed io me lo mangio di baciotti!"
(e qua, ve la lascio invidiare come certamente vi sarà capitato di invidiare Vanessa Paradis)
Veniamo a sapere anche che però non è solo pacioccone, ma anche vanitosissimo...
e la cosa non ci meraviglia per niente, ne ha tutte le ragioni.
Visto il soggetto (e guarda caso, pure il nome)... mai pensato a fargli un calendario???
Suor Marzia mi confida che se potesse tenere un gatto, questo sarebbe o tutto nero o tutto bianco; le regole conventuali però sono ferree: niente gatti.
E così, dovendo ricorrere alla compagnia di un gatto virtuale, ecco il suo desktop. Anzi, il suo deskcat...

Lu xe Cifero, gato padovan che vive a Firenze...
A dispetto del nome, pare sia un gatto dolcissimo ed adattabile, educato e tranquillissimo... forse è per questo che dal suo nome è stato tolto l'articolo? 
Grazie alla sua mamma "adottiva" Inyqua per aver aderito a questa congrega 
Baffo di Milton


Milton, il proprietario del baffo
Neanche mi avesse letto nel pensiero, ecco che questa mattina si è affacciato in questa tana nientepopodimeno che Viktor Navorski, gattaro D.O.C, che questa gattina la conosce bene!
E potete figurarvi la mia meraviglia, dato che lui non poteva sapere che per oggi era programmato il post su Margot... o forse sì??? Chiamatele vibrazioni feline...
Margot, tenera rappresentante del gruppo dei Micetti Granata, è la nostra (mia e di Emi) "protetta in pectore", avendola noi adottata a distanza con una semplice donazione.
Se anche voi volete adottare un micetto a distanza e contribuire ad aiutare questo gruppo che si occupa di questa nutrita colonia di Torino (e non solo), basta che facciate un salto su
www.micettigranata.org 


POPI


Scrive Romins:
"Mi ricordo ancora il giorno in cui è nata. Lo stesso giorno in cui è morto mio zio. Ricordo il ritorno dal funerale e le macchine che strombazzavano perchè l'Italia aveva vinto qualche partita dei mondiali 1994 (ho cercato su Wikipedia, Italia-Nigeria).
Ricordo di averla scelta tra i suoi fratellini, uno uguale alla mamma (certosina grigia) e uno uguale al papà (tipo norvegese delle foreste un po' bianco e un po' tigrato marrone). Lei non c'entrava niente e forse era frutto di una relazione clandestina. E' stato subito amore. Io volevo una micia nera.
Sono andata a prenderla il 19 di agosto dalla mia zietta. Era piccolissima e dolcissima. Al ritorno in macchina (avevo da poco la patente) mi ha fermata la finanza e ha chiesto di vedere cosa c'era in quella scatola!
Si è subito dimostrata giocherellona, ma non giocherellona normale. Odiosa!
Ha distrutto divani, cuscini, mobili, porte e portefinestre, che ha sverniciato, graffiato, scorticato. Del divano ci ha permesso di conoscere tutti gli strati della struttura. Quando andava in calore sfasciava tutto e non ci lasciava dormire, aprendosi le porte e entrando in tutte le stanze (per dormire dovevamo chiuderci a chiave e sopportare lei che saltava sulla maniglia!!!).
Poi ha trovato l'amore della sua vita, mio padre. E ha passato tutte le sere della sua vita sulle sue gambe mentre guardava la TV seduto sul divano con le gambe allungate sulla sedia.
Quando mio padre è mancato, complice l'età matura, oppure vuoi per la tristezza, si è calmata. O forse era già malata. Si è attaccata a mio marito. Prima ignorava che esistesse, poi lui non poteva più sedersi che lei arrivava sulle gambe. Ma mai troppo vicina. Stava sulle tibie. Non amava il contatto umano. Se la accarezzavi si lavava dove l'avevi toccata. Alla terza carezza ti mordeva.
Insomma, se sono vere le storie sui gatti neri lei era proprio una strega.
Ma ha fatto compagnia a mia mamma, quando sono rimaste sole, per 4 anni, e di questo le sono grata.
Di quando si è ammalata e di quando è morta ne ho parlato nel mio blog. Anche se non era affettuosa e non avevamo avuto tutto 'sto rapporto idilliaco (non mi ha mai, dico MAI, fatto le fusa, mentre a mia madre faceva pure la pasta) mi spiace che no ci sia più. E' stato triste accarezzare ancora una volta la sua morbida pelliccia prima di seppellirla.
Questo invece è il post che le ho dedicato quando ci ha lasciati
http://logorromins.splinder.com/post/16274897/ADDIO+POPI "
E io, alle sue parole, non aggiungo nulla, se non che me l'hanno fatta immaginare e vivere, e pensare che era una regina gatta per davvero.
"Non crederete che mi stia nascondendo e stia a godermi l'ombra a sbafo! Ma neanche per sogno!! Sto lavorando, IO! Avete mai sentito parlare di controllo delle nascite? Ecco, io controllo quelle delle lucertole...
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!"
Romeo è il micio di un amico di Anyaccia, 5 anni vissuti tra casa e duro lavoro in giardino... talmente concentrato sul suo compito, che Any credo abbia dovuto strisciare tra le frasche come un marine per immortalarlo là sotto... 
"Tra la gente si cantava che tutti i gatti avessero tre nomi: il nome di cuore, il nome di faccia, e il nome di coda.
Il nome di cuore era dato dalla madre al momento della nascita. Era un nome dell'antica lingua dei gatti; soltanto i fratelli, gli amici del cuore e coloro partecipi del Rito potevano conoscerlo.
Il nome di faccia era conferito dagli Anziani al primo incontro del giovane gatto, ed era un nome della lingua comune di tutte le creature a sangue caldo. Poteva essere usato ogni volta che era necessario usare un nome.
In quanto al nome di coda, era comune convinzione tra la Gente che tutti i gatti ne possedessero uno fin dalla nascita, e che si trattasse solo di scoprirlo. La scoperta era una questione molto personale; una volta compiuta, non era mai più discussa."
(Da "Il canto di Acchiappacoda", Tad Williams)
Chi non ha mai dato un nome ad un gattino, per scoprire via via che un altro, in realtà, era il SUO nome?
Tutti coloro che hanno vissuto con un gatto (e quando dico vissuto, intendo condiviso la vita) sanno bene quanto il nome di faccia sia fittizio, e destinato in breve a lasciare il posto a QUEL nome di coda, solo QUELLO, quello che non potrà mai essere di un altro gatto, quello che E' l'essenza di QUEL gatto...
Così Cagliostro (nome di faccia) è diventato Maodrogatto, nella vita e nel cuore di Stefania che ne aveva scoperto il nome di coda.
E con il nome di Maodrogatto se n'è andato, a 14 anni, il 6 marzo scorso, lasciando il vuoto nella vita di Stefania e il mistero sul suo unico, irripetibile, nascosto, nome di cuore, quello con il quale adesso gli amici lo chiamano nell'ora dei giochi, là, sul Ponte dell'Arcobaleno.


A far gli onori di casa con qualche foto di Robi (già pubblicate su Squittolandia, ma vattelapesca in che post di che mese di quale anno...).
Robi, trentino, dieci anni, ereditato dal mio ex, che l'aveva raccolto dopo che era stato abbandonato in un garage pubblico quando aveva sì e no cinque-sei mesi. Pauroso, complessato e schivo, ha adottato Emi senza riserve fin dal primo momento.
Si può dire che si sono amati da subito... il classico colpo di fulmine, insomma.
Curiosità: quando il mio ex tre anni fa se n'è andato da questa casa (gentilmente invitato a farlo...) l'ho pure pagato perché me lo lasciasse.
Ma sono stata a mia volta ripagata ampiamente.
Lo rifarei? Senz'altro!






Questo blog è interamente dedicato ai gatti neri.
Perché?
Boh.
Perché mi sembra giusto e perché mi gira così.
Foto, aneddoti e storie, tutto ciò che ruota attorno a queste creature che ancora molti (troppi) esseri sedicenti umani vogliono credere nocive e maligne, oggetto di pregiudizio ed emarginazione, o fonte di indebito e cruento guadagno.
Eppure siamo nel terzo millennio, e si stenta a crederci.
Naturalmente niente si tolga ai gatti che non siano neri - chi mi conosce lo sa - ogni gatto è gatto, dai baffi alla coda, e non saremo noi qui a discriminarli nel bene o nel male in base al mero colore del pelo.
Magari nascerà anche un blog di gatti bianchi e neri, di gatti rosa, di gatti rossi, di gatti tigrati... questo è quello dei gatti neri.
Perché?
Boh...